Finally I Am No One

FINALLY I AM NO ONE - Entrate dentro e, se vi va, leggetemi e ascoltatemi su Radio Kass (tornerà prossimamente)

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lunedì, novembre 28, 2005

WAVES

In una intervista di qualche anno fa Wim Wenders confessò: “il rock’n’roll mi ha salvato la vita”. Certo, ancora non me la sento di poter affermare simili parole, ma ammetto che senza musica le cose non avrebbero mai avuto lo stesso buon sapore. La musica è la colonna sonora della vita. Almeno per me. Non so voi, ma già immagino le vostre risposte. Personalmente la musica mi sta dando una mano in questi giorni un pò...un pò così. Subito un esempio: sto ascoltando per l’ennesima volta “In Case We Die” degli Architecture In Helsinki (l’ho già detto in un post di qualche giorno fa, certe cotte sono dure a morire...), ne sento il bisogno. Voglio cantare “It’s Five!!!It’s, It’s Five!!!”, magari aprendo la mano davanti al pc in segno di cinque, “It’s, It’s Five!!!”. Mi sento un filino più euforico. E’ finito il cd. Ora cosa metto su? Mah, sarò monotono, un conservatore incallito, ma questi qua hanno un qualcosa in più che raramente trovo in altre band (forse Sigur Ros e Mùm?). “Waves”, “Catch The Breeze”, “Alison”, “She Calls”, queste non sono semplici canzoni, sono un dono del Signore. Perle di una bellezza quasi imbarazzante. E questo è quanto. Già odo in lontananza le sirene dell’ambulanza...quelle della neuro per entrare più nello specifico. Ah, stavo quasi per dimenticare il nome di questi “esseriumanibaciatidaldivinogenio”: Slowdive (più conservatore di così). Quindi per questa sera ho deciso ed approvato questa scaletta: Architecture In Helsinki (già terminati di ascoltare), seguita dall’antologia degli Slowdive e, prima di andare a dormire, un album a sorpresa, scelto all’ultimo secondo che mi faccia chiudere gli occhi dolcemente (c’è bisogno di rilassarsi). Ieri era stata la volta di Max Richter con il suo “The Blue Notebooks” che, citando Jukka Reverberi, è un gran maledetto perchè semplicemente “hai guidato questi archi ed il tuo maledettissimo piano dritto verso le nostre ferite aperte”. Questa sera? Chi lo sa, lo scopriremo solo vivendo

"And I, i want the world to pass. And I, i want the sun to shine" (Slowdive- Catch The Breeze)

Postato da: kassovitz a 22:15 | link | commenti (13) |

sabato, novembre 26, 2005

TAKK TAKK TAKK

Certe volte è così difficile trovare delle semplici parole per raccontare un qualcosa di veramente bello. Rischi di essere banale, ovvio all’ennesima potenza. Ti senti quasi come un piccolo Mollica che incensa qualsiasi cosa incontri per la sua strada (sarebbe capace perfino di recensire positivamente un escremento“...troviamo questo escremento una vera e propria opera d’arte. Una vetta insuperabile, dove l’autore ci mostra il suo disagio nell’affrontare i problemi della vita quotidiana...”). Per questo motivo vi consiglio semplicemente di provare, almeno una volta nella vita, l’esperienza di un concerto dei Sigur Ros (certo, vi debbono piacere...sennò nisba). Ne vale la pena. Non so se questo di Firenze sia arrivato ai livelli di Roma al Cavea (forse nella capitale l’ambiente, da quanto raccontato, era un tantino più paziente nell'applaudire), ma tanto mi è bastato per considerarlo un capolavoro, un gioiello splendente di una grazia quasi innaturale ed accecante. Un ricordo che rimarrà impresso nella mia mente per sempre e che mi farà compagnia per tutta la vita, anche nei suoi momenti più brutti. Basterà soltanto tirare fuori dal cassetto un semplice passaggio (il respiro che ha chiuso il minuto di silenzio nel bel mezzo di “Viðrar vel til loftárása” o l’intera “Olsen Olsen”), o una particolare sensazione provata in quei momenti (o almeno, tendando di avvicinarla). Ho già testato questo “metodo” la notte stessa del concerto. Funziona. Se ci ripenso ancora mi viene la pelle d’oca.... tjúúú tjúúú...

Più sotto potete vedere (lo so, purtroppo in formato micro) il nuovo video dei Sigur Ros estratto da “Takk”, “Hoppipolla”.

Postato da: kassovitz a 12:09 | link | commenti (9) |

martedì, novembre 22, 2005

FORMULE MATEMATICHE


+

=
Concerto Sigur Ros a Firenze

Postato da: kassovitz a 15:43 | link | commenti (3) |

sabato, novembre 19, 2005

SCHELETRI NELL'ARMADIO

E' arrivato il freddo. Si è fatto attendere ma alla fine questa tramontanina secca ha gelato improvvismente l'aria ancora mite degli scorsi giorni. Le mie fredde gambe e le mani tremanti ringraziano sentitamente. In questo momento sto ascoltando un album che per me è un autentico tuffo nel passato. Lui è un'artista che personalmente proprio non riesco a digerirlo. Ma a quei tempi (metà anni 80) e a quell'età tutto veniva perdonato, essendo io più ingenuo e meno spocchioso di adesso. Lo scheletro nell'armadio in questione è "I miei Americani - Vol. 1" di Adriano Celentano. Ascoltandolo adesso mi viene da pensare "ma che ciofeca di disco" (spocchia al massimo, ma è la pura verità, certi pezzi sono veramente brutti). Eppure ancora me lo canto, battendo le mani al ritmo di queste canzoni, tutte cover di vecchi successi anglofoni come "Michelle" o "Questo vecchio vecchio pazzo mondo", riadattate musicalmente e riscritte nel nostro idioma con molta licenza (alcuni testi sono veramente imbarazzanti). Ma non importa. Ha più che altro un valore simbolico, fatto di ricordi sfocati parecchio fanciulleschi. Ricordo la copertina con l'Adriano nazionale che indossa una orrenda canottiera marroncina (probabilmente sudicia) e una bandana, ricordo l'autoradio a cassette (un Roadster) della vecchia Panda 45 smarmittata compagna di mille gite e tante altre cose di cui ora non vorrei ammorbarvi con altre sdolcinate parole (l'andazzo è quello). Ho freddo e tremo, in tutti i sensi, al solo pensiero di uscire questa sera....BRRRR...Brancamenta...no, vabbè questa me la potevo anche risparmiare

Postato da: kassovitz a 17:46 | link | commenti (4) |

giovedì, novembre 17, 2005

CACAODIPENDENTI

Choko Fresh, Oro Ciok Saiwa, barrette Kinder e chi più ne ha più ne metta. La fine dell’era Nutella a casa mia ha coinciso con l’arrivo di altre mille schifezze il cui minimo comun denominatore è il cioccolato. Da questo punto di vista mia madre mi sta viziando (e un ne approfitta anche per se). Un giorno mi dice che sto ingrassando come un porcello (sono un finto magro con una pancetta da finto alcolizzato), l’altro mi fa trovare le sfiziosità di cui sopra totalmente incustodite, in balia di una gola da porco come la mia (ma badate bene, ci sta di peggio in giro). Come detto, l’era Nutella è terminata durante l’estate (i panini e Nutella a cena non erano molto indicati se poi la sera dovevo uscire). Qualcosa doveva in minima parte prenderne il testimone. Qualcosa, ma non tutti i prodotti a base di cacao. Sento di non riuscire a regolarmi. La mia forza di volontà non mi è d’aiuto. Fatte le dovute proporzioni mi sento come il grassone di quel film dei Monty Python, “Monty Python – Il Senso Della Vita”.

Postato da: kassovitz a 12:29 | link | commenti (2) |

martedì, novembre 15, 2005

STRANGE THINGS HAPPEN

Torno dopo alcuni giorni di riposo forzato causa computer che si è finto malato. Ebbene si, il mio pc si è inventato un problema che non esisteva, Il misfatto. Venerdì mattina lo accendo. Passano dieci minuti. Mentre stavo leggendo su di un caso di adulterio avvenuto in Germania, improvvismanete lo schermo si spenge. Mah, forse sarà saltata la corrente. Però la spia del monitor è rimasta accesa. Probabile un leggero e rpentino sbalzo di d’energia. Vado per riavviare ma...nulla. Nessun segno di vita. Riprovo...niente, caput. E’ andato. Lo porto ad aggiustare. Probabile causa dello spengimento, l’alimentatore. Già era accaduto alcuni anni fa. Passa il fine settimana. Ieri pomeriggio mi reco al negozio. Entro e le due commesse mi guardano un pò strano e mi dicono: “Il tuo pc non ha nulla, ad Alessandro (il proprietario del negozio, ndb) gli si è acceso immediatamente senza averci messo le mani”. Ottimo. Rimane comunque il mistero di quella mattinata. Mistero che tra l’altro va a braccetto con quello del dvd che tenne, alcuni mesi fa, lo stesso bislacco comportamento, fingendo un problema al lettore ottico. Che i miei elettrodomestici siano in realtà entità viventi che provano emozioni, sentimenti ed anche una certa stanchezza dovuta al loro continuo uso? Chissà. Sapete? Inizio a preoccuparmi. Che tutto questo sia solo l’inizio della ben più pericolosa e temuta rivolta delle macchine?...lo scopriremo solo sopravvivendo all’influenza aviaria...

Postato da: kassovitz a 10:52 | link | commenti (6) |

giovedì, novembre 10, 2005

QUANDO SI PIGLIANO CERTE COTTE E' DURA...



ARCHITECTURE IN HELSINKI - DO THE WHIRLWIND

She says you've given up.
Your folks told me you should be left alone
On a mountaintop,
Knocking the aeroplanes down with stones.
Do the whirlwind and carry the hope that stings all night long.
Don't abandom him, 'cause he quivers when he hears your song.

Believe me, it's safe to see.
At least be confused about right and wrong.
Plan to settle down
Over the moon under the sun.
Do the whirlwind and shotgun the seat that beat, that beats,
Hanging on to the one you love,
To keep keepin', sleepin', dreamin' on.

Folks given up under the quivers and lines.
You do the whirlwind, don't abandon.
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines.
You do the whirlwind, don't abandon.
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines.
You do the whirlwind, don't abandon.
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines.
You do the whirlwind, don't abandon.
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines. (Do the whirlwind, do the whirlwind)
You do the whirlwind, don't abandon. (Do the whirlwind)
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines. (Do the whirlwind, do the whirlwind)
You do the whirlwind, don't abandon.(Do the whirlwind)
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines. (Do the whirlwind, do the whirlwind)
You do the whirlwind, don't abandon.(Do the whirlwind)
Get a handle of yourself, son.
Folks given up under the quivers and lines. (Do the whirlwind)
You do the whirlwind, don't abandon.
Get a handle of yourself, son.

Postato da: kassovitz a 22:10 | link | commenti (5) |

mercoledì, novembre 09, 2005

A NEW START FOR SHOEGAZING KIDS

Ci si sveglia la mattina e si sente il bisogno di ascoltare quegli album che definisco classici (anche se avranno solo uno o due anni di vita) e rassicuranti. Perchè spesso se ne sente la mancanza dopo averli accantonati per un pò. Inizio con “Lesser Matters” dei The Radio Dept., la Svezia che nuovamente fa, musicamente parlando, capolino nella mia stanza, questa Svezia che sforna quasi a ritmo industriale gruppi prodigiosi giorno dopo giorno. Poi sarà la volta dei Giardini Di Mirò. Non riesco a decidere: metto su “Rise And Fall Of Academic Drifting” o “Punk…Not Diet”? Entrambi mi riportano in mente bei ricordi: il loro concerto (il primo album), una magnifica giornata a Roma di due anni fa (il secondo). Vabbè, vada per entrambi. Come al solito non riesco a trovare una decisione. O bianco o nero. No, è tutta una sfumatura che si mischia. Ed infine loro, quelli che continuerò sempre a non consigliarvi perchè li voglio egoisticamente solo per me. “Just For A Day”, il loro capolavoro. Troppo tempo è passato dall’ultimo passaggio nel mio stereo. Dovrò rimediare. La mattina fuori è limpida e prego per due persone a me vicine. In bocca al lupo ad entrambi.

Postato da: kassovitz a 10:00 | link | commenti (4) |

sabato, novembre 05, 2005

CONSIGLI MUSICALI (PARTE 2...A QUANTO PARE QUESTA RUBRICA STA PRENDENDO PIEDE)

 Adorabili. Questo è l’aggettivo che mi sento di regalare a Fride ed Anna, due giovani cugine svedesi, ovvero le Rough Bunnies. In sottofondo potete ascoltare la loro “Dance with your shadow” (per me sarebbe anche una potenziale hit). Adorabile canzoncina (ancora quest’aggettivo...quasi mi perseguita, ma non ne posso fare a meno). Cosa altro dire? La semplicità al potere. Lo-fi che più Lo-fi non si può. Sembrano amatoriali, ma poi chissenefrega. Qui un loro mini album tutto da scaricare ed ascoltare. Bedroom la loro casa discografica. Adorabili...ops, di nuovo

Un ringraziamento ad Empty per la segnalazione

Postato da: kassovitz a 11:30 | link | commenti (5) |

giovedì, novembre 03, 2005

IPOTETICO DIALOGO

Fermata dell'autobus

LEI: Ciao

LUI: (sorpreso) Oh, ciao

Segue imbarazzante silenzio

LUI: Prendi questo autobus?

LEI: Si

LUI: Ok, vorrà dire che prenderò il prossimo...ciao

SUBSONICA - INCANTEVOLE (REGIA: Direct 2 Brain)

Postato da: kassovitz a 13:55 | link | commenti (5) |