Finally I Am No One

FINALLY I AM NO ONE - Entrate dentro e, se vi va, leggetemi e ascoltatemi su Radio Kass (tornerà prossimamente)

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martedì, novembre 28, 2006

IL MONDO FINIRA' TRA 15 GIORNI



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Postato da: kassovitz a 12:27 | link | commenti (5) |

lunedì, novembre 27, 2006

TORNA RADIO KASS

Dopo innumerevoli settimane torna la radio più "cool" del pianeta Terra, Radio Kass. 100% musica (perchè non ho ancora imparato ad utilizzare l'opzione microfono) e 100% "divertimento". Ollalllàà. E vai col "jingle"!!! RADIOOO KASSSS!!!SO VERY COOL RADIO!!!
In questo momento sto terminando di organizzare la scaletta per domani sera. Due ore di musica andranno più che bene. Cosa ci vuole per ascoltare Radio Kass? Winamp ed una buona connessione ADSL. E anche un pò di pazienza nel caso dovesse cadere la connessione della mia ADSL un pò "farlocca".
Quindi, appuntamento intorno alle 21 di martedì 28 novembre. L'indirizzo per ascoltare la radio lo darò, oltre che sul messanger, qui sul blog poco prima della messa in onda.
THE RETURN OF...

RADIO KASS

Postato da: kassovitz a 16:36 | link | commenti (2) |

venerdì, novembre 24, 2006

CONFERME

Avevo bisogno di conferme. Spesso mi domandavo: "sono io troppo entusiasta o questo "Puzzles Like You", ultimo lavoro dei Mojave 3 è veramente magnifico?". C'era chi, pur apprezzandolo, non gli dava tanta fiducia circa la durata dell'infatuamento da primo ascolto ("E per questo si meritano ancora una volta un applauso. Anche se di questo loro disco magari già a fine anno non ci ricorderemo più" da OndaRock.it). Questa mattina, girando per Indiepop.it mi imbatto in un'altra recensione di questo album. Immediatamente noto il pipistrelletto con le cuffie che grida "Wow!!!". Un bel segnale. E difatti l'articolo incensa, giustamente, "Puzzles Like You", sottolineandone il suo potenziale commerciale. Ma siccome non siamo ancora in un mondo capovolto, i Mojave 3 rimarranno sempre una band di nicchia, per pochi fortunati, nonostante pezzi come "Breaking the ice" spacchino il cosidetto culo ad altre decine di canzoni che si vantano di essere gioielli pop, spopolando nelle varie charts mondiali. Ma in fondo per Neil Halstead e soci (e anche per me) va bene anche così. Ed io sono sempre più soddisfatto nel riascoltare "Puzzles Like You". Ed ora, come prova di quanto detto, il video di "Breaking the ice"



Postato da: kassovitz a 12:32 | link | commenti (3) |

sabato, novembre 18, 2006

SARA' ARMAGEDDON?

99942 Apophis sarà la soluzione a tutti i mali del mondo? Nel frattempo mi gratto ben benino e mi affido alla presuta intelligenza dell'uomo (o ancora meglio, dei cosiddetti potenti della Terra).

I don't wanna close my eyes
I don't wanna fall asleep
'Cause I'd miss you, babe
And I don't wanna miss a thing

(Aerosmith - I Don't Wanna Miss A Thing)

Postato da: kassovitz a 12:05 | link | commenti (5) |

domenica, novembre 12, 2006

VELOCE POST-IT PER QUESTA SETTIMANA ED OLTRE

1) Ricordarsi di avere un altro blog all'infuori di "Da Prassede". Ok, lui è avanti (88.000 visite grazie a delle strategiche indicizzazioni su Google Immagini), ma tu, mio caro "Finally I Am No One", rimani sempre il mio primo amore blogghistico...e qui partono "mille violini suonati dal vento"..."Aggiornami!!!"

2) Rivedere "Il castello errante di Howl" e "The Hitcher - La lunga strada della paura". So che è un abbinamento che fa a cazzotti, ma voglio (ri)gustarmeli entrambi

3) Iniziare a prepare il discorso per la laurea di metà dicembre. Ma soprattutto prepararsi psicologicamente. Sono dell'idea di prendermi qualcosa per quel giorno...suggerimenti?

4) Prendere la bici nel fine settimana nel caso non facesse tanto freddo

5) Proseguire la lettura del fantastico "Il grande libro dei misteri irrisolti", "una straordinaria antologia, una storia affascinante che spazia sui più grandi enigmi dell'umanità"

6) Ascoltare gli album in arretrato

7) Iniziare a guardarsi attorno

Postato da: kassovitz a 22:05 | link | commenti (5) |

martedì, novembre 07, 2006

IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL



Se dovessi stilare una classifica dei film più belli da me visti, di sicuro "Il castello errante di Howl" sarebbe da podio, se non addirittura da oro. Leone d'oro al festival di Venezia del 2005 (prima volta per un lungometraggio d'animazione), l'ultimo film del grande Hayao Miyazaki ("La città incantata", "Principessa Mononoke", oltre alla celeberrima serie "Conan il ragazzo del futuro") è un continuo susseguirsi di invenzioni stilistiche e visive tali da far impallidire anche le maggiori produzioni Disney o Dreamworks. Tratto da un libro della scrittrice Diana Wynne Jones, la pellicola narra la storia di Sophie, una ragazza rimasta vittima di un incantesimo che l'ha tramutata in una vecchietta. Sophie parte quindi alla ricerca del leggendario castello errante del mago Howl, l'unico in grado di salvarla da questo malefico sortilegio. Detta così, in sole due frasi, la trama potrebbe far apparire l'intera storia come un semplice racconto per bambini come ce ne sono a migliaia in giro. Ma c'è molto altro perchè in questo film si sente e si vede parecchio quel tocco magico che solo un maestro come Miyazaki possiede. Nulla è scontato. Qui la fantasia è davvero al potere e la dimensione onirica prende il sopravvento, materializzandosi in disegni di una bellezza commovente. Ma il film non è solo una conferma delle doti di disegnatore-sognatore di Miyazaki. "Il castello errante di Howl" è, innanzitutto, un duro ed appassionato atto d'accusa verso ogni tipo di guerra che brutalizza il genere umano (e in certi momenti sembra quasi di rivedere le terribili immagini di quelle città tedesche distrutte dalle bombe Alleate alla fine della seconda guerra mondiale ed avvolte in uno spettrale buio che fa da pauroso contrasto ai colori delle fiamme che inceneriscono ogni cosa). Perfino un essere bellissimo e quasi celestiale come Howl deve sottostare alle terribili logiche (illogiche) della guerra, trasformadosi durante le varie battaglie in una sorta di falco (aereo) da combattimento in grado di ditruggere ogni cosa. Più di ogni film antimilitarista, "Il castello errante di Howl" ci fa capire cosa significhi veramente l'inutilità della guerra, grazie ad una serie di contrasti netti e lampanti (i limpidi paesaggi di laghi e monti opposti alle città avvolte nelle fiamme).
Il bene ovviamente trionferà perchè è viva in Miyazaki la speranza che la bontà sia, in fin dei conti, all'interno di ogni essere umano, nessuno escluso. Un messaggio quasi utopico, ma che deve essere preso sul serio, soprattutto in tempi bui come questi che stiamo vivendo.

Postato da: kassovitz a 12:31 | link | commenti (8) |