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KI!KI!!KI!!!

PAURE INFANTILI
Vagando per un sito di anime, mi sono imbattuto nella scheda tecnica di Chobin-Il principe stellare, un classico dell'animazione giapponese di quei tempi da me sempre molto apprezzato. Contrapposti al tenero Chobin (un alieno dalla improbabile forma di una pera) e a tutti i suoi amici (gli animali del bosco come l'orso Kumandòn, il coniglietto Rapidàn, la rana Accavè nella cui bocca viveva il figlio, il girino Gra-gra e la farfallina Kyrashon) c'erano dei cattivoni che incutevano parecchio terrore come mai mi era capitato di provare in queste serie animate del Sol Levante. Il cattivo si chiamava Brunga. Ma ancor più del perfido Brunga a terrorizzarmi erano i suoi aiutanti, i temibili robot pipistrello...
Probabilmente me li sognavo anche di notte. Li avevo rimossi. Forse in una di queste notti verranno nuovamente a farmi visita...Chobin, (boing boing)/ ma com'è carino e dolce Chobin...
THE HITCHER - LA LUNGA STRADA DELLA PAURA

"The Hitcher - La lunga strada della paura", ovvero "come non fidarti del primo autostoppista che incontri per strada, soprattutto se quest'ultima è una lunga e desolata striscia d'asfalto che attraversa l'arido deserto texano". Film girato attorno alla metà degli anni '80, e divenuto ben presto un cult del genere thriller-horror, narra la discesa negli inferi di un povero ragazzo, Jim Hasley (C. Thomas Howell, un big di quegli anni, non capace di dare un seguito ad una promettente carriera nel decennio successivo), che avrà come unica colpa quella di aver dato un semplice passaggio ad un autostoppista, John Ryder (Rutger Hauer, altro ex grande interprete del cinema anni '80 ed ancor ben più noto nella parte dell'androide di "Blade Runner"), che ben presto si rivelerà essere uno spietato killer spuntato quasi dal nulla e capace di qualsiasi cosa. "...è quello che ha detto anche l'altro..." - "Quale altro?" - "Quello che mi ha dato un passaggio prima di te, ma non poteva arrivare lontano" - "E perchè?" - "Perchè gli ho tagliato le gambe, le braccia...e la testa...e adesso farò altrettanto con te". Di "The Hitcher" mi è immediatamente piaciuta quell'atmosfera claustrofobica nonostante la singola ambientazione fosse uno sterminato ed immenso deserto. Un infinito sfruttato alla perfezione da questo personaggio che sembra quasi esserne suo figlio, capace in ogni momento di sparire nel nulla e ricomparire all'improvviso come fosse un fantasma pronto ad infestare e a dannare l'anima di Jim Hasley. Una presenza, quella di John Ryder, che si farà sentire per tutta la durata del film, anche nei lunghi momenti in cui sembra scomparire e perfino dopo la sua morte, quando oramai un pò di John Ryder sembra essere inevitabilmente entrato nell'autostoppista Jim Hasley, vittima di un gioco al massacro che più nel fisico sembra averlo minato nel suo interno. Una pellicola che non ha fatto la storia del cinema, ma pur sempre capace di regalare continui momenti di tensione. Per gli affezionati del genere, per chi vuole trascorrere due ore non proprio tranquille.